La parodontite, una malattia infiammatoria cronica dei tessuti parodontali, può portare ad una progressiva perdita dell'osso alveolare. Un'altra causa molto comune di riassorbimento osseo è la prolungata mancanza dei denti in arcata, che porta ad una minore sollecitazione dell'osso, di conseguenza ad un suo rimodellamento in difetto. Anche l'estrazione di lesioni cistiche o denti inclusi può portare alla presenza di grandi lacune ossee.
In tutti questi casi l'osso disponibile può essere insufficiente per posizionare un impianto dentale. Si può quindi ricorrere a tecniche di rigenerativa ossea mediante l'inserimento di osso sintetico e di una membrana di collagene, in modo da riempire la lacuna stimolando la formazione di nuovo tessuto osseo ed avere quindi la quantità d'osso necessaria alla corretta integrazione di un impianto.
Il materiale da innesto infatti è altamente biocompatibile e promuove la formazione di nuovo osso, integrandosi con esso. La sua morfologia, porosità, superficie interna, struttura cristallina e composizione chimica sono molto simili all'osso umano.
Bisogna comunque tenere presente che questi interventi non sono sempre attuabili e possono talvolta prevedere tempi lunghi di riabilitazione.
The use of a natural osteoconductive porous bone mineral (Bio-Oss™) in infrabony periodontal defects. Shankar T. Gokhale and C. D. Dwarakanath. J Indian Soc Periodontol. 2012 Apr;16(2):247-52. doi: 10.4103/0972-124X.99270.
giovedì 31 luglio 2014
lunedì 21 luglio 2014
L'Overdenture su Impianti
Tra le differenti opzioni di trattamento, l'overdenture ritenuta su impianti è una delle soluzioni più valide per la riabilitazione della mandibola edentula. L'overdenture si può considerare come una protesi rimovibile ancorata su 2 o 4 impianti, cioè una riabilitazione intermedia tra la protesi mobile e quella fissa. E' infatti più comfortevole della prima ma più economica della seconda.
Le overdenture su impianti sono state usate comunemente come trattamento per pazienti edentuli negli ultimi 20 anni raggiungendo ottimi risultati clinici.
Questo tipo di protesi offre diversi vantaggi pratici rispetto alle protesi mobili, tra cui: diminuito riassorbimento osseo, ridotta mobilità del manufatto protesico, migliore estetica, migliore posizione dei denti ed occlusione, aumentata funzione occlusale e mantenimento della dimensione verticale di occlusione.
La protesi rimane ancorata agli attacchi (ad esempio a forma di sfera: ball attachment) che sono avvitati agli impianti.
La procedura clinica prevede come passaggi principali: il posizionamento di impianti, l'utilizzo di una protesi con funzione provvisoria, per permettere ai tessuti molli una completa guarigione ed infine la consegna della protesi definitiva, in seguito alle dovute prove cliniche.
L'overdenture ancorata su impianti ha il vantaggio di rimanere in posizione anche durante i movimenti mandibolari, permettendo così alla lingua ed alla muscolatura periorale di assolvere le loro normali funzioni dal momento che esse non vengono coinvolte nel controllo del movimento della dentatura mandibolare.
Come ogni modalità di trattamento, il mantenimento e le cure continue sono vitali anche per il successo dell'overdenture, pertanto dopo la consegna della protesi sono necessari un'accurata igiene orale quotidiana e controlli periodici dal dentista.
Implant supported mandibular overdenture: a viable treatment option for edentulous mandible. Lambade D, Lambade P, Gundawar S. J Clin Diagn Res. 2014 May;8(5):ZD04-6. doi: 10.7860/JCDR/2014/7711.4332. Epub 2014 May 15.
Le overdenture su impianti sono state usate comunemente come trattamento per pazienti edentuli negli ultimi 20 anni raggiungendo ottimi risultati clinici.
Questo tipo di protesi offre diversi vantaggi pratici rispetto alle protesi mobili, tra cui: diminuito riassorbimento osseo, ridotta mobilità del manufatto protesico, migliore estetica, migliore posizione dei denti ed occlusione, aumentata funzione occlusale e mantenimento della dimensione verticale di occlusione.
La protesi rimane ancorata agli attacchi (ad esempio a forma di sfera: ball attachment) che sono avvitati agli impianti.
La procedura clinica prevede come passaggi principali: il posizionamento di impianti, l'utilizzo di una protesi con funzione provvisoria, per permettere ai tessuti molli una completa guarigione ed infine la consegna della protesi definitiva, in seguito alle dovute prove cliniche.
L'overdenture ancorata su impianti ha il vantaggio di rimanere in posizione anche durante i movimenti mandibolari, permettendo così alla lingua ed alla muscolatura periorale di assolvere le loro normali funzioni dal momento che esse non vengono coinvolte nel controllo del movimento della dentatura mandibolare.
Come ogni modalità di trattamento, il mantenimento e le cure continue sono vitali anche per il successo dell'overdenture, pertanto dopo la consegna della protesi sono necessari un'accurata igiene orale quotidiana e controlli periodici dal dentista.
Implant supported mandibular overdenture: a viable treatment option for edentulous mandible. Lambade D, Lambade P, Gundawar S. J Clin Diagn Res. 2014 May;8(5):ZD04-6. doi: 10.7860/JCDR/2014/7711.4332. Epub 2014 May 15.
mercoledì 9 luglio 2014
Controindicazioni alla terapia con impianti
Il posizionamento di impianti è un'operazione chirugica che richiede un'accurata indagine riguardo le condizioni di salute generale del paziente e le sue abitudini quotidiane da parte dell'odontoiatra. Sarà molto importante quindi conoscere come si comporta il paziente in merito all'igiene orale, suoi eventuali vizi (fumo, alcol etc.) o allergie ai farmaci. Particolarmente importante è, per l'odontoiatra, sapere se il paziente ha o ha avuto alcune patologie e se assume determinati farmaci. Infine è da valutare l'effettiva fattibilità clinica dell'intervento, attraverso un esame obiettivo del cavo orale e lo studio di panoramica dentale e TAC. Singolarmente, da caso a caso, si deciderà poi se e come intervenire.
Alcune condizioni possono rappresentare controindicazioni relative o assolute alla terapia implantare. In ogni caso, la valutazione riguardante la fattibilità o meno di tale terapia spetta comunque all'odontoiatra che effettuerà la visita.
Controindicazioni assolute:
In questi casi sarebbe opportuno non intraprendere la terapia implantare per non andare incontro ad un maggior rischio di fallimenti o di patologie a carico delle ossa mascellari.
Controindicazioni relative:
I cambiamenti indotti nel metabolismo dal diabete causano un'alterazione dei processi fisiologici di sintesi di nuova matrice ossea
Malattie cardiache, storia di endocardite o di valvulopatie. In questi casi non è tanto l'integrazione delll'impianto nell'osso ad essere minata, ma i batteri imessi in circolo dopo un'operazione chirurgica potrebbero mettere il paziente a rischio dell'aggravarsi di tali patologie. La profilassi antibiotica prima dell’intervento può servire a mettere il paziente al riparo da simili rischi
In questi casi lo stato di controllo medico della patologia sembra essere più importante della patologia stessa nel valutare la controindicazione alla terapia implantare.
Gómez-de Diego R, Mang-de la Rosa M, Romero-Pérez MJ, Cutando-Soriano A, López-Valverde-Centeno A. Indications and contraindications of dental implants in medically compromised patients: Update. Med Oral Patol Oral Cir Bucal. 2014 Mar 8.
Alcune condizioni possono rappresentare controindicazioni relative o assolute alla terapia implantare. In ogni caso, la valutazione riguardante la fattibilità o meno di tale terapia spetta comunque all'odontoiatra che effettuerà la visita.
Controindicazioni assolute:
- Condizioni di immunodeficienza. Quando il paziente ha un deficit della risposta immunitaria (es. AIDS) è esposto a rischi molto elevati di infezione
- Cirrosi epatica
- Insufficienza renale
- Neoplasie in atto e pazienti in chemioterapia
- Pazienti sottoposti a terapia radiante nei tre mesi prima dell’intervento di implantologia dentale
- Malattie mentali o gravi disturbi psicologici
- Malattie neurologiche gravi (ictus, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer)
- Assunzione di bifosfonati per via endovenosa
- Uso di sostanze stupefacenti
In questi casi sarebbe opportuno non intraprendere la terapia implantare per non andare incontro ad un maggior rischio di fallimenti o di patologie a carico delle ossa mascellari.
Controindicazioni relative:
- Malattie autoimmunitarie (es. LES e artrite reumatoide)
- Diabete non compensato, controllato con difficoltà nonostante l’uso di farmaci
I cambiamenti indotti nel metabolismo dal diabete causano un'alterazione dei processi fisiologici di sintesi di nuova matrice ossea
- Epatite A, B, C
- Osteoporosi. Recenti studi hanno dimostrato che la sopravvivenza a 5 anni degli impianti in pazienti con osteoporosi è del 93.8%
Malattie cardiache, storia di endocardite o di valvulopatie. In questi casi non è tanto l'integrazione delll'impianto nell'osso ad essere minata, ma i batteri imessi in circolo dopo un'operazione chirurgica potrebbero mettere il paziente a rischio dell'aggravarsi di tali patologie. La profilassi antibiotica prima dell’intervento può servire a mettere il paziente al riparo da simili rischi
- Disturbi della coagulazione
- Patologie delle mucose orali (lichen planus, pemfigo, eritema multiforme, stomatite erpetica)
In questi casi lo stato di controllo medico della patologia sembra essere più importante della patologia stessa nel valutare la controindicazione alla terapia implantare.
Gómez-de Diego R, Mang-de la Rosa M, Romero-Pérez MJ, Cutando-Soriano A, López-Valverde-Centeno A. Indications and contraindications of dental implants in medically compromised patients: Update. Med Oral Patol Oral Cir Bucal. 2014 Mar 8.
venerdì 27 giugno 2014
Fumo di Sigaretta e Osteointegrazione degli Impianti
Il
processo di osteointegrazione degli impianti dentali venne scoperto
dal professore svedese Per-Ingvar Branemark, che per primo condusse esperimenti scientifici
sulla disciplina.
Per osteointegrazione si intende l'unione diretta
tra l'osso ed un impianto artificiale, in modo che gli impianti
risultino stabilmente fissati all' interno dell'osso.
Gli
impianti sono realizzati in titanio, con una micromorfologia creata
appositamente per favorire l'unione con l'osso.
Il
successo della terapia implantare è, secondo la letteratura
scientifica odierna, intorno al 97%.
Cause di fallimento dell'osteointegrazione degli impianti: il fumo di sigaretta!
L'integrazione dell'impianto nell'osso tuttavia può talvolta non avvenire in modo auspicato ed in casi estremi portare ad un fallimento della terapia stessa. Una delle cause che possono essere correlate alla diminuita integrazione ossea degli impianti è il fumo di sigaretta.
Alcuni
recenti studi hanno valutato la correlazione tra fumo ed integrazione
degli impianti nell'osso, giungendo alla conclusione che i soggetti
esposti al fumo hanno mostrato un diminuito volume di neoformazione
di osso ed una diminuzione nei processi di riparazione ossea rispetto
ai soggetti non fumatori.
I
processi di migrazione, proliferazione e differenziazione delle
cellule formanti nuovo osso possono infatti essere alterati da
abitudini viziate quali alcolismo, fumo e consumo di caffè.
Per
quanto riguarda gli effetti negativi del fumo sul metabolismo osseo,
essi sono dovuti principalmente all'azione della nicotina che riduce
i livelli di minerali nella matrice ossea, ritarda i processi di
riparazione, diminuisce la quantità di cellule immunitarie quali
macrofagi e neutrofili, abbassa il microafflusso sanguigno, favorisce
la formazione di microtrombi sanguigni e riduce l'apporto di
nutrienti ai tessuti.
Per
concludere, anche in soggetti fumatori ci si deve aspettare che gli
impianti rimangano integrati all'osso, ma la formazione di nuovo osso
avverrà in misura minore e più lentamente rispetto ai soggetti non
fumatori.
- Andrade AR, Sant'Ana DC, Mendes JA Jr, Moreira M, Pires GC, Santos MP, Fernandes GJ, Nakagaki WR, Garcia JA, Lima CC, Soares EA. Effects of cigarette smoke inhalation and coffee consumption on bone formation and osseous integration of hydroxyapatite implant. Braz J Biol. 2013 Feb;73(1):173-7.
- Busenlechner
D, Fürhauser R, Haas R, Watzek G, Mailath G, Pommer B. Long-term
implant success at the Academy for Oral Implantology: 8-year
follow-up and risk factor analysis.
Periodontal Implant Sci. 2014 Jun;44(3):102-8.
giovedì 19 giugno 2014
Espansione Ossea tramite "Split Crest"
Una
delle controindicazioni relative all'inserimento degli impianti è
la presenza di creste sottili (in gergo chiamate "creste a lama di coltello") causate da
un riassorbimento osseo di tipo orizzontale.
La tecnica di “Split Crest Tradizionale con l'uso degli osteotomi e la Tecnologia Piezosurgery”
permette l'inserimento degli impianti anche in presenza di creste sottili,
diminuendo il disagio fisico e psicologico che il paziente avrebbe
se dovesse sottoporsi ad interventi di ricostruzione ossea.
Con
l'utilizzo della Piezosurgery si possono
effettuare tagli nell'osso, sottili e precisi, grazie alle angolazioni
dei taglienti e alla loro particolare sottigliezza
(0,25 mm). Il
grande vantaggio della piezochirurgia rispetto alle frese
tradizionali è il suo taglio selettivo, l'osso viene poco
traumatizzato durante il taglio e la guarigione postoperatoria è
migliore.
Lo Split Crest prevede un’accurata fase di diagnosi. Dallo studio di
quella che è la morfologia delle creste si può capire se è possibile realizzare una split crest oppure se è meglio optare per altre tecniche
chirurgiche. La presenza di una cresta ossea residua di due o più
elementi dentari mancanti, con le corticali vestibolare e palatale
separate da una congrua zona di midollare con uno spessore osseo
minimo di 3 mm è un'indicazione per l'esecuzione dello split crest.
Al contrario, forme anatomiche a clessidra o a base stretta con
spessori più sottili (spesso con completa fusione delle corticali
ossee) indirizzano il professionista verso la scelta di altre
tecniche.
La tecnica dello split crest può con maggiore difficoltà
essere associata a tecniche di aumento verticale di osso in quanto è
proprio la parte apicale dell’osso residuo che deve fornire la
stabilità primaria all’impianto. La tecnica dello split crest è
una procedura ricostruttiva valida e permette il posizionamento
immediato degli impianti.
Diversi
studi hanno dimostrato come la percentuale di successo implantare di
impianti posizionati dopo split crest si aggira intorno al 97%*.
Il
seguente studio** mostra che il tasso di successo degli impianti collocati
contemporaneamente al split crest eseguita con piezosurgery è nel
complesso intorno al 97,2% (95% nel mascellare superiore, 100% nella
mandibola). Nessun impianto è fallito durante i 3 anni di follow-up.
Il piezosurgery è prevedibile per eseguire le procedure split-crest,
diminuisce il rischio di alterazione dei tessuti molli e annula il
rischio di necrosi termica dell'osso.
*Alternative bone expansion technique for implant placement in atrophic edentulous maxilla and mandible; J Oral Implantol.; Demetriades N1, Park JI, Laskarides C.
**Split-crest and immediate implant placement with ultrasonic bone surgery (piezosurgery): 3-year follow-up of 180 treated implant sites; Quintessence Inc.; Blus C1,Szmukler-Moncler S, VozzaI, Rispoli L, Polastri C
giovedì 17 aprile 2014
Chirurgia riscostruttiva dell'osso (Sinus Lift)
Perché e quando sottoporsi all'intervento
Prima di sottoporsi ad un intervento di Implantologia è necessario verificare la quantità e lo spessore dell'osso presente per fare in modo che l'intervento abbia successo.Nel caso in cui alcuni pazienti non possieda la quantità necessaria di osso indispensabile per posizionare gli impianti occorre sottoporsi ad un intervento di rigenerazione ossea.
Le nostre Cliniche, specializzate in Implantologia e nella Chiurgia Dentale Pre-Implantare, effettuano operazioni di ricostruzione e rigenerazione ossea (sinus lift o rialzo del seno mascellare), che permettono di avere una situazione ottimale per il posizionamento degli impianti.
Quando è necessario sottoporsi ad un’intervento di Sinus Lift?
È necessario sottoporsi ad un intervento di Sinus Lift (grande rialzo del seno mascellare) quando non è presente la quantità minima di osso per posizionare gli impianti nell’arcata superiore, ovvero quando l’osso ha un’altezza inferiore ai 6-7 millimetri.Come si valuta l'effettiva carenza di osso?
La radiografia panoramica e la tac sono strumenti diagnostici indispensabili per valutare l'effettiva carenza di osso e la conseguente necessità di effettuare un intervento di chirurgia ricostruttiva dell'osso per poter posizionare gli impianti dentali.Tempistiche di un intervento di Sinus Lift
Gli interventi di ricostruzione e rigenerazione ossea sono interventi di chirurgia dentale avanzata e prevedono dei tempi di esecuzione e attesa ben precisi al fine di ottenere un risultato eccellente e poter procedere con l'inserimento degli impianti. Al termine dell'intervento vengono applicati dei punti di sutura che verranno tolti dopo 15 giorni, per permettere alla ferita di rimarginarsi a dovere. Dopo circa 6 potranno essere inseriti gli impianti.lunedì 3 settembre 2012
Riabilitazione immediata della mascella edentula con protesi totale fissa supportata da 4 impianti
Studio prospettico di 173 pazienti, con risultati a 5 anni.
Oggetto/Risultati:
Lo
scopo dello studio è valutare in modo prospettico, radiologico e clinico, i risultati radiologici del carico immediato con protesi
fissa sull'intera arcata supportata da una combinazione impianti
posizionati assialmente e non assialmente, in un grande un gruppo di
pazienti con mascella completamente edentula, fino a 5 anni di
funzione.
La sopravvivenza
implantare ad un anno era 98,26% per la mascella e 99,75% per la
mandibola. La perdita ossea marginale media era 0,9 + -0,7 mm nella
mascella e 1.2 + -0,9 mm nella mandibola. Non è stata trovata alcuna
differenza nella perdita di osso marginale tra impianti assiali e
inclinati.
Conclusioni:
I
presenti risultati preliminari di un campione relativamente grande
suggerisce che la presente tecnica può essere considerata una valida
opzione di trattamento per la riabilitazione immediata di entrambe le
arcate, mandibolare e mascellare.
Risorse:
Agliardi E, Panigatti S,
Clericò M, Villa C, Malò P. Clin Oral Implants Res
2010;21(5):459-65 (fonte)
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